scuola di ferrara casa lea 17 18 febbraio 2012.    

CLASSE I F – SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “C.TURA” (BARCO – FERRARA)

UN TUFFO NEL BUIO

INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE API&ACI

CONSIDERAZIONI “A CALDO” DOPO L’ATTIVITA’ SVOLTA A “CASA LEA” (PONTELAGOSCURO)

Credevo che i ciechi non potessero far niente, che avessero bisogno di aiuto in tutto: dopo questa esperienza, ho capito che, anche grazie alla tecnologia, ora possono vivere normalmente, lavorare, studiare, praticare sport
… Tommaso V.

Belle le attività a Casa Lea! Mi sono divertito, ma soprattutto, grazie al filmato, ho cambiato il mio modo di pensare riguardo i non vedenti: ho capito che possono essere anche più bravi di me in certe attività.
Aymen C.

Ho imparato che la disabilità può non essere un ostacolo insuperabile nella vita quotidiana: molto dipende dalla volontà dell’individuo, ma anche dal comportamento delle persone “normali”
. Chiara S.

Ho scoperto che i ciechi possono praticare molti sport: pensavo fosse difficile per loro, ma ora ho capito che la tecnologia moderna può essere di grande aiuto nella loro vita.
Fabio B.

E’ stata un’esperienza interessante, perché le persone non vedenti e ipovedenti che abbiamo incontrato ci hanno spiegato il loro modo di vivere, a volte reso più faticoso dalla nostra disattenzione: basta bici parcheggiate sul marciapiede!
Rientrando a scuola, sull’autobus è salito un signore non vedente, che ha individuato subito il posto per sedersi: ciò mi ha incuriosito, ma mi sono sentito a mio agio nella situazione grazie all’attività svolta.
Francesco P.

Ho capito molte cose della vita abituale dei non vedenti: certo per noi è stato un gioco di un mattino, mentre per loro è una condizione continua. L’attività è stata educativa, perché ci è stato spiegato come comportarsi con le persone che non vedono o vedono troppo poco. Le persone che abbiamo incontrato sono state nei nostri confronti molto simpatiche e accoglienti.
Anna Carolina V.B.

Non avevo mai riflettuto sul fatto che i non vedenti sono persone come le altre: qualche volta, come tutti, hanno bisogno di essere aiutate, perché muoversi, quando non si vede niente, non è facile. Con le persone che abbiamo incontrato mi sono trovato molto bene.
Antonio R.

Mi è piaciuto il momento in cui sono entrato nella stanza buia: sembrava enorme, ma in realtà era piccola. Con me c’era un signore non vedente, che mi faceva toccare degli oggetti: io sono riuscito ad indovinarne soltanto qualcuno, ma è stato divertente perché dovevo “sentirli” con le mani. Mi è piaciuto anche indossare la mascherina per coprire gli occhi: così, se mi trovo in casa con tutte le luci spente, so già come fare
… Enrico R.M.

Questa interessante attività mi ha fatto capire quali difficoltà incontrano i non vedenti nella vita di ogni giorno e come ci si deve comportare quando li si incontra.
Ilaria F.

Ho imparato molte cose che non sapevo sulle persone non vedenti. Mi sono stupito quando toccavano un oggetto e indovinavano subito cos’era. È stato divertente camminare bendati con il cane-guida. Inoltre erano tutti simpatici!
Tommaso M.

Per svolgere le attività bendati, occorreva molta concentrazione. È stato utile e divertente.
Gianluca P.

Non mi sembravano cieche le persone che abbiamo incontrato: riconoscevano gli oggetti e si orientavano “da favola”! Grazie per la giornata stupenda che ci hanno regalato.
Silvia B.D.

Mi sono divertito un mondo. L’attività che ho preferita è stata quella nella stanza buia: mi sono sentito come in un “buco nero”, però mi è piaciuto perché ci hanno anche offerto patatine e succo di frutta! Ho capito che aiutare un non vedente è come aiutare sé stessi. Tanti auguri e tanti baci.
Nicola S.

Non pensavo che anche i non vedenti potessero praticare gli sport. È stato interessante scoprire come la moderna tecnologia possa risolvere molte difficoltà che queste persone incontrano nella vita quotidiana: basti pensare al telefono “parlante”.
Giulia M.

Mi è piaciuto farmi guidare da una persona non vedente. Quando ho fatto la prova al buio, non distinguevo niente: loro, invece, riconoscevano tutto. Dunque, anche se disabili, sono come noi.
Alessandro C.

Ho capito che essere non vedenti non è un handicap così grave come si può pensare, perché esistono molti nuovi strumenti tecnologici, che consentono di vivere come gli altri. Noi di solito giudichiamo le persone dall’aspetto esteriore, invece è più importante ciò che si sente dentro.
Hajar B.

Ho capito che non vedere per una mattina può essere divertente come un gioco, ma se è per tutta la vita è una cosa seria. Grazie alla tecnologia, però, è possibile una vita come quella di tutti.
Luca B.

Le attività con i non vedenti a “Casa Lea” sono state interessanti, più di quanto pensassi, perché ci hanno spiegato come è organizzata la loro vita.
Noemi S.

Riflettendo sull’esperienza a “Casa Lea”, ho capito che le persone non vedenti, grazie alla tecnologia, riescono quasi a “guarire” la loro disabilità e che bisogna comprenderle, rispettarle e aiutarle, come è giusto fare con tutti. Mi sono trovato bene con queste persone, perché erano scherzose, amichevoli e disponibili a rispondere a tutte le nostre domande con un sorriso. Un’attività unica, che tutte le classi dovrebbero svolgere.
Francesco Co.

Un’esperienza fantastica e indimenticabile: mi sono trovata bene con le persone non vedenti e mi sono fidata molto di loro. La signora che stava al mio fianco era davvero simpatica.
Angelica A.

È stato bello andare nella stanza buia bendati e con il bastone, accompagnati da una persona non vedente: il gioco era riconoscere gli oggetti che si trovavano sul tavolo e fidarsi della guida. Interessante il filmato: i ciechi possono giocare a calcio, sciare, suonare … Sull’autobus, al ritorno, è salito un cieco, che si è comportato in modo molto naturale: non mi sono sentito in imbarazzo.
Francesco Ca.

Ho imparato a non credere che con i ciechi sia difficile comunicare. Ho imparato che non si deve smettere di parlare quando passa una persona non vedente, perché le si dà un’informazione sbagliata sulla nostra posizione. Ho trovato molto coinvolgente l’attività nella stanza buia.
Hassan O.

Mi ha colpita il fatto che le persone non vedenti possano fare tutto quello che facciamo noi. È stato emozionante camminare bendati, aiutandosi con il bastone per ciechi.
Nicole C.

Non sapevo che i non vedenti praticassero degli sport e non conoscevo il metodo della loro scrittura. Ho capito quanto sia importante che gli strumenti di uso comune siano dotati di tecnologie che rendano i non vedenti sempre più autonomi.
Nicola B.

Grazie, cari amici dell’Associazione API&ACI, per la bella esperienza che ci avete fatto vivere!

Un saluto affettuoso dagli alunni della classe I F della Scuola Media “C.Tura” di Barco (Ferrara)

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