studi di accessibilita.    

RICERCA DELLA MIGLIORE ACCESSIBILITA’ DEGLI OGGETTI DI USO COMUNE

Dal dizionario ….

Accessibilità: “Facilità di raggiungimento di luoghi, ambienti, mezzi, ed utilizzo di strumenti, accessori di necessità personale ed uso cuotidiano.”
Autonomia: “La possibilità di operare senza interferenze, supporto o dipendenza altrui.”
Per molti si tratta di fattori acquisiti in modo scontato, naturale, per i disabili spesso sono un’ambizioso e faticoso obbiettivo da perseguire continuamente.

Uno degli scopi dell’Associazione Api&aci è quello di favorire una sempre maggiore autonomia delle persone cieche ed ipovedenti. Ciò implica lavorare simultaneamente su due versanti: da un lato far sì che i singoli individui acquisiscano via via sempre nuove e maggiori abilità; dall’altro adoperarsi perché gli oggetti e le strumentazioni necessarie per i vari compiti siano realmente utilizzabili da chi ha problemi di vista.

Lo sviluppo tecnologico ha fatto passi da gigante e molti problemi, per i ciechi un tempo insormontabili, ora appaiono di facile soluzione. L’applicazione di sintesi vocali, ed anche di display braille, alla strumentazione informatica e alla telefonia ha notevolmente ridotto la disabilità visiva relativamente alla comunicazione, alla lettura di testi, allo scambio di dati e ad altre operazioni.
Resta ancora tanto da fare in quanto sovente ci si trova davanti a file non compatibili con i nostri programmi, a siti non accessibili con i nostri screenreader, a pulsanti ed immagini che non riusciamo a decifrare in completa autonomia. Su queste tematiche comunque esiste già un disposto legislativo (Legge Stanca) ed inoltre vi sono già diversi esperti (anche non vedenti) e gruppi di lavoro all’opera.

Come Api&aci pensiamo che possa essere interessante raccogliere le necessità e difficoltà ancora esistenti o che si presentano ex novo, per provare poi a proporre soluzioni che rendano fruibili i più vari strumenti di uso quotidiano. Fra l’altro siamo più che convinti che questa ricerca gioverebbe non solo a chi è ufficialmente affetto da menomazione visiva, ma anche a qualsiasi persona che non possa disporre del pieno uso dei propri occhi, temporaneamente o permanentemente. Pensiamo agli anziani, a chi è incappato in incidenti o malattie temporanee, ma anche a chi debba prestare attenzione a più cose contemporaneamente. Poter contare su segnalazioni e riscontri di diversa natura potrebbe rendere più efficaci e sicure molte attività.
A titolo di esempio, si pensi ai vari elettrodomestici, i cui pulsanti e manopole riportano indicazioni difficilmente decifrabili anche per chi ha solo qualche diottria in meno. Oppure si tenga presente la molteplicità di telecomandi utilizzati per la gestione di tante apparecchiature, i cui tasti non sono ben contraddistinti, i cui effetti, spesso incasellati in menù a cascata, non sono segnalati da adeguato feedback.

Se l’accessibilità è un problema diffuso, la soluzione deve essere la più semplice possibile, soprattutto fruibile al maggior numero di persone con il minor costo per le case produttrici. Crediamo infatti che non si debbano inventare strumenti appositi per disabili visivi, ma rendere gestibili quelli prodotti in serie. In questo modo si aumentano le possibilità di mercato dei prodotti stessi, si abbassano i costi e, non ultimo, si permette anche alle persone disabili di avere un’ampia gamma di scelta tra marche e proposte.

Immaginiamo che la principale strategia da utilizzare consista nella vocalizzazione dei comandi e delle operazioni attuate dallo strumento. Molti oggetti presenti sul mercato, molti prodotti a basso costo e di bassa qualità, sono già provvisti di sintesi vocale, quindi non dovrebbe essere difficile inserire questa soluzione anche in strumentazioni più sofisticate. Si potrebbe inoltre pensare a schede ingrandenti, segnalazioni tattili o scritte in braille, manopole a scatti, ecc., tenendo conto della quantità e qualità di informazioni da trasmettere. In alcuni casi sarebbe sufficiente avere a disposizione le istruzioni in formato accessibile (informatico, braille o ingrandito), in modo che le si possa facilmente consultare per richiamare alla mente le funzioni di tasti e manopole.

Fin qui la nostra ricerca. Successivamente potrebbe/dovrebbe essere importante avere contatti con qualche azienda, perché le soluzioni possano diventare realtà, nonché riuscire ad avanzare proposte legislative perché le stesse diventino obbligatorie. Si tratta dunque di un percorso molto complesso ed articolato, ma assai avvincente e soprattutto finalizzato ad una crescente autonomia e soddisfazione di tante e tante persone.